Un calcio alla delinquenza ‘da stadio’

Dicembre 27, 2018 0 di testenelpallone
Questo non è supportare la propria squadra, questo non c’entra niente con il calcio e non deve essere in alcun modo collegato a questo magnifico sport, questi sono DELINQUENTI e non tifosi, e mi meraviglio che questo SCHIFO venga ancora associato alla parola TIFARE.

Rabbia, vergogna, indignazione.

Sono queste le tre emozioni che provo mentre scrivo questo articolo.

Mi manda in bestia vedere ancora una volta associare la parola TIFOSI a questi episodi, sia a livello istituzionale, sia per il delinquente che utilizza questo pretesto per compiere atti osceni come quelli di ieri, che nulla hanno a che vedere con il TIFARE.

Sono furioso perché per l’ennesima volta il calcio e il tifo viene strumentalizzato dai mass media per condannare tutto l’insieme dei supporters di una squadra, con conseguenze spiacevoli per chi vuole sostenere i propri colori dal vivo, che vedrà sicuramente l’intensificazione dei controlli, che già vede uno spreco vergognoso di panini, bottigliette d’acqua o accendini sequestrati all’ingresso, complicherà ancor di più il sistema di acquisto biglietti già molto disastroso tra Tessere del Tifoso e divieti insulsi, e così facendo si perderà sempre di più la voglia di andare allo stadio, favorendo ancora una volta le emittenti tv che sono state la maggior causa della morte dello spettacolo sugli spalti.

Mi vergogno ad essere considerato ‘tifoso’ al pari di un cog****e che lancia petardi e fumogeni e assale un Suv di tifosi napoletani (quasi) premeditatamente, incappucciato e con l’unico obiettivo di creare del danno, alle persone e alle cose, fregandosene completamente di tutto ciò che ne consegue, a difesa di interessi puramente personali che nulla hanno a che vedere con il calcio.

Io, tifoso, mi dovrei sentire al suo stesso livello?

Queste persone sono davvero considerate ‘tifosi’?


Sono indignato per due motivi, al pensiero di:

  1. Vedere le autorità VIETARE l’ingresso allo stadio di tutti i tifosi interisti fino al 31 marzo 2019 RABBRIVIDISCO, in questo modo si priva di un libero cittadino di fare ciò che più gli piace, ovvero supportare la propria squadra, si vieta ai bambini di gioire e di piangere per le gesta dei propri idoli, ma soprattutto si consegna la vittoria a quei delinquenti del quale il calcio è il loro ultimo problema e interesse, il cui unico scopo è quello di creare disturbi e casini per inseguire i loro desideri di supremazia verso l’altro, o “il diverso”, con atti di violenza.
  2. Veder FERMARE IL CAMPIONATO per queste scellerate vicende, si assiste alla MORTE DEL CALCIO. Fermare il campionato per quale motivazione? Per invitare le persone a non scontrarsi più? Per correggere i comportamenti allo stadio? Questa è un’assurdità. Sarebbe l’ennesima vittoria del criminale, perché enfatizzare un episodio negativo inserendolo nel contesto del calcio e del tifo equivale a condannarli, e a disprezzarli, con la conseguenza spiacevole della perdita di interesse generale.

Auspico una punizione severa per gli scellerati che infangano questo sport e questo movimento, evitando di dare Daspo inutili, ma identificandoli e punendoli con punizioni più dure come il carcere, perché non si può far morire la passione per colpa di quattro dementi: lo sport è entusiasmante e coinvolgente e viene alimentato dalle persone che ci mettono il cuore, persone che dedicano la propria esistenza a difesa dei colori della propria città, del proprio credo.

Continuando verso questa direzione, cara Lega Serie A e caro Questore, ad uscire sconfitto è il Calcio, oltre a chi perde addirittura la vita.